Primavera 2010.
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Non ci può essere nessun vero inizio di primavera senza una piccola gitarella fuori porta. Di quelle semplici, organizzate senza alcuna pretesa ma che ci danno l’occasione di dire tantissime scemenze e di sentirci tanto tanto leggeri.
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Gattinobbbeo e la sua pasta.
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Ecco qua Gattinobbbeo e la sua attività preferita: fare “la pasta”. Qualche tempo fa è apparso chiaro che per molti non fosse chiaro il significato di questo termine. Ecco allora un video che mostra questa passione segreta del gatto non nostro ma che ci ha eletti come padroncini. (Lo so, la mia pancia flaccida non ne esce esaltata ma a Gattinobbeo piace così!)
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Manciate di spuma di mare.
Canzone giusta nel momento giusto.
Una di quelle che mi sanno dire cose di cui ho bisogno anche quando non sto attento alle parole.
Voce alla Corte.
Insomma, è arrivato il giorno in cui la Corte Costituzionale si occuperà di noi. Ai giudici spetterà decidere se le norme sulle quali si fonda il rifiuto espresso da alcuni comuni italiani di sposare una coppia formata da persone dello stesso sesso sono da ritenersi incostituzionali, quindi invalide, lasciando implicitamente campo libero al matrimonio gay.
Ovvio, non mi faccio illusioni. Però non bisogna essere neppure catastrofisti: secondo me è già buona cosa che si sia arrivati alla corte. Per chi non lo sapesse, questo è avvenuto perché alcuni tribunali (Trento e Venezia) hanno ritenuto che il dubbio di incostituzionalità espresso dalle parti lese fosse valido e meritevole del giudizio della corte. Sono sicuro che fino a qualche tempo fa questo non sarebbe stato possibile. Vi invito a leggere l’ordinanza del tribunale di Ferrara che rimanda anch’esso la questione alla Corte : secondo me un testo scritto benissimo, migliori di molti trattati sulla condizione omosessuale.
Comunque andranno le cose, mi resterà l’amaro in bocca. Se il ricorso venisse giudicato inamissibile (quindi leggi valide, quindi no matrimonio gay), perderemmo per un bel po’ di anni la possibilità di guardare alla nostra bella costituzione come a un documento sul quale basare (almeno in parte) le nostre lotte: sarà più difficle sentire il cuore scaldarsi leggendo il primo e il secondo articolo della carta. Perderemmo, insomma, un appoggio. Se il ricorso venisse accettato ovviamente l’amaro sarebbe meno amaro rispetto al caso precedente, però bisognerà riconoscere che, ancora una volta, è la saggezza di scrisse quel testo una settantina d’anni fa a venirci incontro, non chi ci governa oggi (anche dall’opposizione).
Aspettiamo le 17.
Update. Decisione rimandata al 12 aprile.
21 2 2010
Con una quantità eccessiva di gateau di patate nella pancia, che come al solito decidiamo di produrre in quantità abbondante con il condivisibile intento di farlo avanzare per i giorni successivi e che invece ci mangiamo per intero in quattro e quattrotto come due fuoriusciti da alcazar, siamo qui spamparanzati sul nostro divano ormai quasi del tutto ripresi dalla finale di sanremo che ci ha fatto infuriare. Tutti gli anni giuriamo sulla nostra stessa vita che no, non guarderemo sanremo, così popolare, così banale, così così così, e invece finiamo col cadere in trappola.
Abbiamo passato il weekend a lavorare (più Per che io, a dire il vero). Rimpiango a volte i tempi, neanche troppo lontani, in cui chi faceva l’impiegato era dotato di una tecnologia che al massimo prevedeva il fax! Ora possiamo lavorare benissimo da casa, di giorno, di notte, di sabato di domenica, sempre. Ogni luogo è un potenziale, minaccioso, minacciosissimo ufficio! Il fatto è che Per ha cambiato mansione (diciamo pure che è stato anche promosso) e ora è tutto preso dalle cose nuove da fare, quasi da costruire da zero, da tante idee nuove e scadenze da rispettare. Vi confesso che mi piace un sacco vederlo così attivo, così pieno di iniziative e di domande da farmi, visto che, secondo lui, io sono il più esperto della casa. La realtà è che nessuno dei due sa molto di più dell’altro, ma fare le cose con il coinvolgimento dell’altro rende la vita molto più semplice, accende la mente, fa superare quasi ogni dubbio, rende esplicite delle risorse altrimenti addormentate.
Questo nuovo lavoro di Per, poi, ci impedisce per ora di pianificare le vacanze della primavera e dell’estate e questo ci rende moltissimissimo tristi, specialmente avendo le Signorinelle Belle che già si sono presentate nell’ultima telefonata settimanale con una lista di destinazioni, prezzi e tragitti completa e intrigatissima per il periodo che va da domani al 2015. E noi, senza una meta a breve termine quasi muoriamo. Per ora c’è pasqua a Paliemmo dalla Per Family, che non fa mai male, specie per ragioni culinarie.
Gattinobbbeo è sempre più pretenzioso, comincia a volere solo un certo tipo di pappa e in quantità progressivamente sempre maggiori, dorme a lungo e quando non dorme fa la pasta (ora che sapete cosa vuol dire) su di me con grandissimo impegno.
Madrid y Toledo.
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La scorsa settimana siamo stati a Madrid, ad un anno di distanza dalla nostra prima visita nella capitale spagnola. Ecco un breve video del nostro soggiorno che, neanche a dirlo, è stato magnifico. Baci bei.
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Essemmesse.
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Ciao papà Spa. Dove sei? Papà Per dice che sei lontano lontano per lavoro…ma quando torni innemìa?
Ho mangiato la mia pappa e adesso sto facendo un pò di pasta su papà Per, così lo convinco a darmi un’altra busta di bocconcini!
Tu mi mancata tanta! E tu mancara anche a Gattinorosso che sta studiando una strategia per salire sulla tua schiena, come piace a lui, e non scendere mai più!
In attesa di rivederti, ti mando tanti bacetti.
Gattinobbeo.
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Febbraio.
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Il grande freddo è arrivato. E questa volta è arrivato sul serio. Me ne sono accorto questa mattina quando, prima di partire con matilde verso una nuova mirabilante giornata di lavoro, ho dovuto accendere i riscaldamenti al massimo e aspettare che il ghiaccio sul parabrezza si sciogliesse. Ai dieci minuti di cui sopra si aggiunga un pò di ghiaccio sulle strade, il traffico tipico del lunedì mattina e la stupidità media della popolazione automobilistica italiana e il ritardo è servito. Stamattina quindi niente caffè, niente lento risveglio dei neuroni, niente chiacchiere rilassanti tra colleghi. Solo correre, correre, correre.
E’ da un pò che non facciamo altro. Tanto che sempre più spesso ci si ritrova a guardarsi negli occhi e dirsi “ma ne vale la pena?!”. L’idea di vivere tutta una vita lavorativa di corsa, verso obiettivi fissati da qualcun altro, ci porta sempre più spesso a pensare che forse l’idea del ristorante siculo-veneto-napoletano un pò cioccolateria e un pò libreria non è poi così male.
Così abbiamo deciso: fissiamo una deadline. Un paio d’anni per riflettere ben bene, fare due conticini, mettere da parte un pò di risparmi e poi chissà. Chissà che magari non si riesca a inventarsi qualcosa o che, passato questo momento difficile, non si riesca a ritrovare la voglia di lavorare “alle dipendenze di”, ché alla fine della fiera ha anche i suoi vantaggi.
Per distrarci da tali gravose riflessioni, abbiamo deciso di dedicare il weekend appena trascorso allo studio dello spagnolo. In particolare, ci siamo dati alla lettura di due libelli facili facili con tanto di cd audio da ascoltare. Siamo diventati bravini! E visto che non c’è corso di lingua che non si concluda con un esame pratico sul posto, abbiamo deciso che, approfittando di un viaggio di lavoro dell’amore mio, passeremo il prossimo weekend in visita a Madrid mangiando tortillas, patatas bravas, calamares y napolitanes!
L’amore mio è appena tornato a casa con due buonissime pizze napoletane per la cena. E’ una grande sorpresa! Nel caso non lo sapeste, infatti, potrei rinunciare a tutto ma non a una pizza almeno a settimana! Come dice Spa, io ho due neuroni in tutto di cui uno dedicato solo alla pizza.
Bacetti bei.
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24 gennaio 2010.
Buona sera!
Sì, siamo spariti da un po’. Senza una speciale ragione. Semplicemente questo gennaio si sta svolgendo all’insegna di una certa “asocialità“, anche rivolta al mondo virtuale che ci circonda, e che ci fa preferire il calduccio della nostra casetta e il plaid sul divano A qualsiasi altra cosa. Blockbuster, inoltre, ringazia.
Unica eccezione si è vista ieri: nel pomeriggio siamo andati a visitare l’Ara Pacis e l’annessa mostra sul design italiano del ‘900 mentre la sera siamo andati a vedere “A Single Man”. Sala piena, pochissima presenza di finocchi, nessun commento tra il pubblico di fronte a immagini esplicitamente omo: chissà, si staranno abituando. Giudizio sul film? Un parere definitivo ancora non ce l’abbiamo. Sicuramente fatto molto bene, con alcuni spunti interessanti, anche se avrebbe potuto svilupparsi in maniera più consistente. Una cosa però è certa: non siam contenti se nei film (e nei libri) a tematica non c’è sempre il morto di mezzo (in questo caso due). E’ triste a dirsi ma è come se, per arrivare a trattare dei sentimenti, dell’amore, distinguendo implicitamente dalla pura e più banale sessualità, si debba passare sempre dal più tragico dei fatti. E’ come se fosse lasciato al dolore provato da chi sopravvive il compito di dimostrare che quel rapporto che c’era prima, e ora non c’è più, era meritevole di un certo rispetto da parte di tutti. La morte accomuna gli amori “normali” a quelli “anormali”.
Così siamo usciti dal cinema un pochetto tristi ma molto innamorati!
Come cercavo di dire all’inizio, in questo periodo abbiamo entrambi la mente un po’ persa su pensieri vari: dal lavoro di Per che forse sta cambiando, dal mio che si fa complesso e un interrogativo si fa sempre più pressante: come fare a passare molto più tempo assieme, in un’attività che ci faccia sentire davvero realizzati, in una città meno complessa? Forse solo una vincita alla lotteria potrebbe qualcosa…
Fondamentalmente, ci manca una vacanza all’orizzonte!
Post Natale.
Ora che i cenoni, i pranzoni, i santostefanoni e tutte le mille abbuffate legate al Natale sono passate, le varie lucine sparse per casa mi mettono una certa malinconia. Da un momento all’altro sono passate dall’essere un simbolo di relax e tradizionalissima vita domestina a degli oggetti un po’ fuori luogo. Per farla semplice: più le guardo e più penso a dove mai troverò il posto per immagazzinarle in attesa dell’anno venturo.
Ieri sera la Per-Famiglia è tornata in quel di Palermo e oggi Per è già al lavoro. Inutile dire che in questi giorni abbiamo mangiato tantissimo ma anche siamo stati benissimo. Forse uno dei natali più sereni degli ultimi anni. Del resto è il primo che io e l’ammmore mio passiamo assieme. Anche se il tempo è stato un po’ inclemente, siamo riusciti comunque a uscire di casa praticamente ogni giorno e a fare quella che per chi ci vede deve apparire come una grande-famiglia-di-quelle-che-non-ci-sono-più: due genitori e tre figli, per giunta grandi, in giro assieme.
Ora, grazie al prezioso intervento di papà-Per e alle sue dote artigianal-tecniche, la nostra televisione ha ricominciato a mostrarci tutti i canali ‘ché, voi non lo sapete, ma a Roma e dintorni il passaggio al digitale terrestre è stato fatto coi piedi e ancora qualche canele è missing: per essere perfetti servirebbe mettere sul tetto tipo quattro antenne più tutta una serie di scatole e scatoline che non so bene descrivere.
Domani, invece, partiamo per il nord. In macchina, con sto tecnico (nanne) a Firenze, per poi partire e arrivare il 31 in tarda mattinata. Messaggio pe’ l’amore mio: lo sai che avremo sei ore da passare chiaccherando in continuazione? Sei feìce? (non è un errore di battituta, si dice così)