Articoli marcati con tag ‘Viaggi’

Salina.

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[...] Quand’è stata la prima volta che ho provato questo incantevole abbandono, possibile solo in due? La quiete che avvertiamo quando siamo soli, la sicurezza di noi stessi nella serenità della solitudine non sono niente in confronto al saper abbandonarsi, al saper aspettare e al saper ascoltare che si vivono con l’altro, in una complice compagnia… [...]

Muriel Barbery, L’eleganza del riccio, p. 271

Questo è stato un lunedì davvero difficile come del resto lo sono tutti i lunedì che seguono un fantastico weekend. Deve esistere un processo di compensazione automatica: più si sta bene oggi meno si starà bene domani. E poi si ricomincia. Se, poi, non si tratta di controbilanciare un solo fine settimana ma addirittura cinque interi giorni di mare e (poco) sole, allora potete immaginare com’è andata oggi. Ebbene sì, siamo sempre in giro. Questa volta è toccato all’Isola di Salina, che ci ha ospitati per qualche giorno, che ci ha regalato solo un accenno di estate ma davvero tanta serenità, proprio quella di cui abbiamo bisogno per vedere più chiaramente. La nostra pelle è vagamente abbronzata, le nostre panze sono grosse (non vagamente), due limoni siculi rubati troneggiano sul nostro portafrutta e uno dei pensili della cucina è impestato dell’odore dei famosi capperi.

Passerei giorni interi, mesi interi, su di un motorino piccolo e lento ma affidabile con l’amore mio seduto dietro di me che parla siciliano (o, almeno, ci prova) e canta a squarciagola canzoncine che si è inventato lì sul momento.

E passerei anche serate intere a giocare a “Tabù″ con le Signorinelle e le nostre nuove amiche (che d’ora in poi chiameremo “Le ragazze”). Penso che l’amicizia, quella vera, si riconosca come ci si riconosce allo specchio ed è questa la sensazione che abbiamo avuto e questa la ragione di quel benessere che abbiamo provato e che ci porteremo dietro a lungo.

Amara tanta.

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Diario di viaggio (XI)

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Naxos, Spiaggia di Alikos, 14 settembre 2009

La cocente delusione di “laguna blu” ci convince, per il nostro ultimo giorno a Naxos, a dirigerci verso lidi conosciuti. Questa giornata deve d’altronde rimanere impressa nella memoria durante le fredde giornate invernali che verranno. Così, dopo la colazione, ci dirigiamo verso la spiaggia di Alikos, vero paradiso incontaminato (chissà ancora per quanto…) dell’isola.

Le solite chiappe al vento ci accolgono all’arrivo. Il sole batte forte e l’acqua sembra ancora più limpida del solito. L’amoe mio mi guarda e dice: “Resterei un giorno in più solo per tornare qui un’altra volta”. Nel pomeriggio ripeterò a lui le stesse identiche parole, consapevole che a ogni ‘ultimo giorno’ ne seguirebbe un altro.

Contrariamente a quanto pensassi, la nudità in un luogo idoneo, privo di ogni forma di morbosa attenzione, consente di sentire realmente il contatto con la natura. Il lento infrangersi delle onde del mare, un filo di vento, giusto il necessario per non soffrire troppo il caldo, i cani che si rincorrono sulla spiaggia, un gruppo di ragazzi che ride più in là nella battigia: tutto questo ci regala un vero relax che con molta fatica riesco a immaginare altrove.

Per godere a pieno del nostro ultimo giorno ci tuffiamo in acqua di continuo (trovandola ogni volta più fredda), prendiamo più sole possibile, forse troppo, e così trascorriamo il pomeriggio: leggendo un buon libro o ascoltando un “audiolibro” direttamente interpretato (letteralmente!) da Signorinella P.

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La taverna di Artemio è il luogo scelto per la nostra ultima cena a Naxos: in fondo, dopo aver provato un po’ tutto, non possiamo che concordare sulla bontà e qualità del suo cibo (anche se con un piccolo cedimento a confronto con la taverna di Apollonas).

Menu dell’ultima cena: PerSpa: Pastitzio, Mousaka, luganica, special soulaki; Signorinelle: Mousaka, pomodori ripieni.
Quanto sopra fatto seguire da un buon bicchierino di kidro.

Salutiamo Artemio e Maria, i proprietari del locale con un “arrivederci, a presto!”

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La spiaggia di Plaka, nel corso di questi ultimi dieci giorni, è diventata, sera dopo sera, il nostro personalissimo osservatorio astronomico. E’ infinito il numero di stelle cadenti che ci hanno salutato di sera in sera. Proprio oggi, però, è caduta la più bella. La sua lunga scia ci ha regalato attimi di vero stupore. Come da tradizione, ad ogni stella cadente corrisponde un desiderio. Un grande desiderio per una grande stella cadente.
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Diario di Viaggio (X)

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Naxos, 13 agosto 2009

Finalmente l’auto è nostra.

Abbiamo acqua, cibo, ombrellone e mappa. La meta da raggiungere è una spiaggia “incontaminata”, a quanto dicono, tanto da meritare la definizione di “laguna blu”. Poco dopo le undici ci mettiamo in marcia, pieni di entusiasmo, affrontando le prime curve e tornati con leggerezza. Dopo un’ora di zig-zag, arriva il momento mistico del nostro viaggio: abbiamo messo da parte la musica e preso il rosario. Ciascuno si è rivolto al proprio Santo di fiducia affinché ci aiutasse a arrivare sani e salvi! Infatti, ai tornanti e curve strette, si sono aggiunti scenari da brivido: oltre la curva lo strapiombo, niente guardrail, in un burrone abbiamo persino visto un’auto accartocciata.

Tutto questo per raggiungere una piccola conca riparata dal vento ma non dalle tipiche famigliole greche con gli inseparabili racchettoni. Una vespona insolente, grande quanto un elicottero, ha avuto l’ardire di adagiarsi sulla patonza della Signorinella P., suscitando l’ilarità di una grecona del telo confinante mentre un pesciolino simil-pirana ha preso a morsetti la gamba di Signorinella C.

La spiaggia, ahinoi, ci lascia delusi, quindi reimpacchettiamo i nostri bagagli e prendiamo la strada del ritorno, ovviamente dopo un bagnetto almeno rinfrescante.

I PerSpa hanno il tempo di gustare la sbobba di Flora, che non può mancare: fagiolini, patate, melanzane, olio q.b. (molto relativo).

Dopo vari chilometri arriviamo a Halki (o Chalki), paesino di pescatori, formaggeri, artigiani. Qui fanno anche il Kidro e noi ne approfittiamo per visitare una distilleria con assaggio-degustazione finale.

Alla sera ci spostiamo dalla parte opposta dell’isola, in un villaggio chiamato Apolonas, con l’intenzione di mangiare tanto buon pesce. Anche questa volta il viaggio è lungo, trenta kilometri diventano trecento a causa di curce e curvette e di un’illuminazione inesistente. Questa volta ne vale davvero la pena: sul porticciolo gustiamo piatti davvero deliziosi! Il bello, però, deve ancora venire: Naxos ci regala no spettacolo indimenticabile. Qui, tra le montagne, lontano dalle luci della città, si può ammirare un cielo stellato la cui bellezza ci lascia senza parole.
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Diario di Viaggio (IX)

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Naxos, spiaggia di Alikos, 12 agosto 2009

Stanchi delle solite spiagge che, complice l’approssimarsi del ferragosto, diventano ogni giorno più affollate di bambini urlanti e racchettoni toc-toc-tuc-tuc, decidiamo che è ora di dirigerci verso altri lidi. Obiettivo? Esplorare la costa occidentale dell’isola attraverso le strade e stradine asfaltate l’inverno scorso (pare che qui si costruiscano nuove strade solatando durante l’inverno).

E così, dopo la solita ricca colazione, eccoci nuovamente tutti e quattro in sella allo scooter. Prima possibile meta è Kastraki, spiaggia dorata bagnata da un mare crittalino subito a sud di Mikri Vigla. Attraverso valli aride per il troppo caldo, mucche, caprette e qualche asinello, arriviamo a destinazione che il sole è già alto in cielo. Il posto è molto bello e il mare veramente blu. A chiudere la spiaggia una fila di alberi dalla chioma ampia che regalano una preziosissima ombra, in un luogo troppo troppo ventoso per poter montare un ombrellone. Tuttavia, il fondale roccioso e le alte onde ci convincono a proseguire il nostro viaggio verso altre spiagge più adatte a noi.

E così ancora muli e capre e una macchia mediterranea che si fa sempre più fitta metro dopo metro. L’asfalto a poco a poco diventa più vecchio, poi si fa terra battuta e infine ghiaia. Decidiamo che è il caso di lasciare le moto e continuare a piedi. Siamo circondati da alte dune di sabbia e terra rossa ma sappiamo che lì, da qualche parte, si nasconde la spiaggia di Alikos, descritta come un vero paradiso terrestre.

Camminiamo per non meno di dieci minuti con tutti i nostri bagagli appresso tra cespugli profumati delle varie specie che formano la macchia mediterranea senza vedere anima viva. All’improvviso, in fondo al sentiero, vediamo camminare, nel nostro stesso senso di marcia, una donna vestita solo di un velo fucsia. “Quindi c’è vita”, pensiamo, “e vita nudista!” Camminiamo ancora per poco finché la vegetazione si apre e lascia spazio improvvisamente a una spiaggia incontaminata, protetta, spaziosa, a un mare così proprio lo vogliamo, popolata qui e lì da gruppi di ragazzi giovani e coppie. Il silenzio e la serenità che si respirano ci fanno innamorare immediatamente di quel posto e pensiamo che sia il luogo più bello finora trovato. In quattro e quattr’otto montiamo l’ombrellone (ormai siamo scout esperti) e ci tuffiamo in acqua.

Miracolo! Anche Per lascia alle sue spalle inutili pudori e prova a godere del piacere di non celare nulla alla luce del sole. Pare che gli piaccia non poco!

Lasciamo questo luogo nel tardo pomeriggio anche se avremmo voluto rimanere per sempre. Ci aspetta un’auto da ritirare e due motorini da restituire. Ci serve una macchina per domani. Obiettivo: “laguna blu!” (forse…)
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Diario di Viaggio (VIII)

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Naxos, 11 agosto 2009

Oggi la combriccola decide di consacrare l’intera giornata al sole e al mare di Agia Anna, la spiaggetta che dista solo cinque minuti di cammino, o forse tre, dalla casetta di Flora. E’ proprio una bella giornata, il vento non soffia prepotente come a Plaka e i PerSpa decidono di munirsi anche di ombrellone (che avevano lasciato a casa) per non perdere neanche un minuto di unpomeriggio da trascorrere in riva al mare tra un panino, una frittata e le pagine di un buon libro.

La spiaggia di Agia Anna non è come quella di Plaka. E’ un tantino più affollata, a dimensioni di bimbo. Insomma, si possono fare castelli di sabbia, giocare con i racchettoni e paliine da tennis, questo e altro ancora, ma tutto rigorosamente in costume… Vabbè.. oggi niente chiappe al vento. In compenso ci rilassiamo tra una nuotata e un sonnellino aspettando il tramonto.

Al rientro a casetta, i PerSpa si accorgono che la chiave della loro stanza non è al solito posto nello zainetto. E ora? Come si fa? Niente paura! Nessun problema! Super Wonder Flora viene in soccorso dei nostri amati con un mazzo di chiavi in una mano e un watermelon nell’altra (ormai abbbiamo capito che questi watermelon, che Flora usa come veri lasciapassare, ci acccompagneranno per tutta la vacanza!).

Per la cena puntiamo sul sicuro: Artemio è la nostra carta vincente, Vlassi Family è quasi la nostra famiglia ormai. La moglie di Artemio, Maria, ormai conosce le nostre abitudini e tra poco ci basterà sederci e ordinare “il solito”, proprio come vecchi e consumati avventori di taverna. Avranno qualche altro liquorino oltre al Kidros Naxoi? Non lo sapremo mai!
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Naxos: video.

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Non abbbiamo ancora finito di pubblicare il diario di viaggio. Ma  vogliamo aggiungere questi due video.
Non potendo aggiungere le immagini delle Signorinelle, ancora timide ma che sono OVUNQUE nei video, come il prezzemolo nei piatti, ne è venuto una specie di catalogo viaggi, buono per l’ufficio di promozione turistica di Naxos. Se volete vedere la versione integrale (ancora in fase di montaggio ma che finirà per durare non meno di due ore e mezzo…) non vi resta che venire a trovarci. :-)

Prima parte

Seconda parte

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Diario di Viaggio (VII)

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Naxos, SPaggia di Plaka, 10 agosto 2009

La signora Bidente è la migliore amica della Siora Flora. Sempre munita di un nipote da tenere in braccio, cammina dondolando assieme ai sui capelli lunghi e grigi, dentro a un tipico grembiule blu usurato, schiarito da tanti piccolissimi fiorellini bianchi.

Le due sono così amiche che talvolta la Siore Flora delega a lei il sacro compuito di portare alla luce i nostri pranzi, prendendoli dai meandri della terra (così chiamiamo il seminterrato della casa). Come faremo senza angurie in miniatura e frittate? O senza pomodori appena colti?

Oggi, però, novità! Ci sono arrivati ben quattro pomodori ripieni di riso, così come si fanno a Roma. Una delizia è stato mangiarli in spiaggia, con il vento a duecento chilometri orari, la sabbia pronta a fustigare le nostre carni, il pane da spezzare, un ombrellone da tenere!

Ricorderemo la giornata a Plaka anche per il fatto che è stato il nostro battesimo del naturismo. Travolti dall’esperienza consolidata e dall’entusiasmo delle Signorinelle in questo speciale settore, anche i buoni PerSpa si sono avventurati in questa prassi che ci ha messi… a nudo. Insomma, cammina cammina cammina, eccoci arrivare in un luogo lontano in cui scorgiamo un crescente numero di bagnanti ignudi. Cribbio! Allora questo dev’essere il luogo tanto ricercato!!! Posati i teli, lasciato a casa l’ombrellone, spalmata la crema, 1, 2 e 3… via tutto! Traditore della patria è stato Per, che, bloccato dai suoi soliti timori, è rimasto con addosso il suo costumino blu blu blu. Ma siamo più che certi che, prima che la vacanza finisca, anche lui cederà.

C’è da chiedersi chi (e perché) abbia inventanto i vestiti. Gironzolare così come mamma ci ha fatti infonde grande serenità e si rischia, alla fine, di non volere più rimettersi addosso i soliti stracci.

Lasciata la spiaggia, ci inerpichiamo tra i monti. Meta? Filori, seconda “metropoli” di Naxos, che conta mileottocento anime, tre locali, un’edicola e un cinema chiuso da anni ma con ancora le locandine appese fuori dell’ultimo film proiettato (era in greco, quindi non abbiamo capito cosa fosse). E’ senz’altro il paese delle api, per tante ce n’erano, che non ci hanno mai abbandonato durante i cinque minuti di pausa in uno dei bar del villaggio.

Si riparte: è quasi il tramonto e i nostri motorini sono piccoli piccoli e delicati. Non vorremmo rimanere in panne in piena notte e in piena campagna. Nuova meta (quella attesa per tutto il giorno)? Cena dall’amico Vlassi, per una nuova esagerata scorpacciata di delizie greche.

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Diario di Viaggio (VI)

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Naxos, Spiaggia di  Mikri Vigla, 8 agosto 2009

Dopo innumerevoli curve e tornanti, in complessivi quaranta minuti di marcia tra profumo di cacca di vacca, terra bruciata e vento forza dieci, giungiamo in un piccolo angolo di paradiso.

La spaiggia è lunghissima con piccoli sassi che sembrano pezzettini di marmo (lo erano?). Piazziamo sotto le pietre i nostri parei e ci tuffiamo subito nelle acque cristalline.

Intanto i ragazzi sono andati a comprare un altro ombrellone. Perché il nostro non ha retto la forza del vento, spezzandosi sotto il naso del povero Spa.

Dopo qualche bracciata raggiungiamo un grande scoglio dove decidiamo di appollaiarci: da qui si vede bene la spiaggia ed assistiamo ad una scena da fil.

Signorinella P: “ma che succede laggiù?”
Signorinella C: “ma sono i nostri amoiiii!”
Signorinella P: “stanno cercando di piantare l’ombrellone nuovo!”
Signorinella C: “a me sembra siano in difficoltà”
Signorinella P: “Toh! L’ombrellone si è capovolto!”
Signorinella C: “Toh! L’ombrellone si è spezzato!”
Signorinella P: “Credo resteremo sole sulla spiaggia di “Virgola”".

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Grazie a chiese, cimiteri, muli e mulini ritroviamo la strada per il nostro paesello (perché senza i nostri drivers che fanno da apripista non eravamo tanto sicure di ritrovare la strada al primo tentativo).

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Stasera si cena da Artemio! Assaggiamo la nostra prima mussaka e ci lecchiamo i bafffi! I ragazzi gustano il famoso pastizio: è tutto un trionfo di besciamella! Artemio sì che sa il fatto suo! Si mangia bene ed in adeguate quantità pagando il dovuto, con il servizio “from me”, ovvero kidros naxoi & watermelon offerti dalla Vlassi Family.

Stelle e stelline cadono sui nostri desideri e un’altra splendida giornata è trascorsa!

Parakalà!

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Naxos, Spiaggia di Plaka, 9 agosto 2009

Signorinelle perse tra le dune.
“Ma tu li vedi?”
“No! Ma dov’erano?”
“Forse un po’ più avanti…”
“Ma no, che dici! Erano più indietro…”

Spa: “Signorinelle, dove essera nudisti???”

Abbiamo cercato piselli e patonze al vento ma ancora non c’è traccia di naturisti! Dopo una piccola passeggiata i nostri amoi individuano l’oasi di culetti imapanati. Ecco: ora abbiamo le coordinate e domani piazzeremo lì le nostre tende!

Decidiamo di salutare la spiaggia dopo un rinfrescante bagnetto per andare a visitare la “town” dove arriviamo al tramonto. Tra chiese greco-ortodosse con canti da esorcista (è domenica ed è appena finita la messa) ci inoltriamo verso il kastro, ovvero verso il famoso castello medievale.

C’è un tramonto spettacolare e le navi che fanno manovra al porto rendono questo momento da incorniciare. Percorriamo le strette stradine disseminate di negozi di artigiani e ristorantini. All’improvviso un oggettino prezioso cattura l’attenzione di Signorinella C che, rivolgendosi alla sua dolce metà esclama: “Amore, viene a vedere che bello!”.
Signorinella P: “Eccomi, cosa c’è?”

Assiste a questo scambio di batture una turista italiana che con occhi sgranati e bocca spalancata fissa Signorinella C manco fosse un alieno!!! pochi secondi e tutti e quattro scoppiamo a ridere davanti alla tipa ancora confusa e interdetta.

Nuova cena, nuovo giro di calorie, che si conclude con una calda cialda ricoperta di gelato al cioccolato con dentro pezzi di biscotto! E vaiiiii! In sella alle motorine sotto un cielo sempre più stellato, scortati dall’immancabile vento di Naxos.

Ah. Abbiamo dimenticato di segnalare la presenza di una nuova amica: una graziosa pianticella con i fiorellini rosa da donare alla nostra benefattrice Flora, di cui al momento si sono perse le tracce… mistero!!!

P.S.: Signorinella C è certa che Flora “Poppins” stia distribuendo una frittata ad ogni bambino di Naxos. La Signorinella P canta “basta un poco di frittata e la pillola va giùùù…” Ogni piccino di Naxos, narra la leggenda, ripaga la frittata con un dentino lasciato sotto al cuscino. Tutti i dentini serviranno a restituire il sorriso alla signora Bidente…

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Diario di Viaggio (V)

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Naxos, Spiaggia di Mikri Vigla, 8 agosto 2009

Dei Perspa contro il vento

  • Scena 1: In strada.

La Famiglia PerSpa sul loro motorino amaranto, scortata dalle fide Signorinelle, si dirigono verso la spiaggia di Mikri Vigla. Il sole è alto in cielo e i nostri beniamini pregustano già una splendida giornata di mare, protetti dall’ombra del nuovo ombrellone di famiglia.

  • Scena 2: Mikri Vigla.

La spiaggia di Mikri Vigla è molto lunga ed è tagliata esattamente a metà da una collinetta ricca di vegetazione che si tuffa nelle acque turchesi della baia, cosicché risulta buffo vedere come dauna parte della collina le forti onde consentono di fare surf mentre dall’altra parte famigliole felici sguazzano in acque lisce come una tavola.

Rimane, però, un forte vento, che, se da un lato non agita troppo le acque, dall’altro abbatte gli ombrelloni!

  • Scena 3: Ombrellone n. 1

Piantare un ombrellone non è mai stato così difficile! Il vento è troppo forte e non sappiamo bene cosa provare per cercare di andare il più possibile in profondità. Alla fine la base  è montata. Apriamo l’ombrellone confatica… dai… tira… spingi… occhio all’asta… ok… chiudi il blocco… stringi, sstringi… stringi… TRAC!

Per: “Uhm… Amoa… si è rotto!”
Spa: “Cosa?”
Per: “L’ombrellone!”
Spa: “… … …” (censura)


Per: “Amoa… tu mi odiara?”
Spa: solo silenzio…

  • Scena 4: Ombrellone n. 2

Arrendersi mai! Memori di aver visto un minimarket non molto lontano, i nostri eroi balzano in sella allo scooter e vanno a caccia di ombrelloni. Questo sì, questo no, questo è troppo sottile, questo costa troppo… Alla fine la scelta cade su un ombrellone di media grandezza, tutto colorato come un arcobaleno. Inoltre, imparando dai nostri errori, compriamo sacchi di plastica e spago per costruire dei tiranti.

  • Scena 5: Atto finale.

Per: “Ok Amoa, la base è a posto. Aprilo!”


Scena muta: Spa piange, mentre tiene in mano l’ombrellone che si è appena ripiegato su se stesso.

  • Scena 6: Prologo

Per e Spa balzano sulla sella dello scooter ancora una volta. Questa volta, però, per tornare a casa. Lasciano le fide signorinelle, dette “pelle d’acciaio”, tutte sole a godersi quel paradiso blu.

Fine!

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Diario di Viaggio (IV)

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Naxos, Spiaggia di Plaka, 7 agosto 2009

Vele spiegate, un vento potente, acque cristalline, un wafel caldo e profumato. Questa è stata la nostra prima volta a Plaka. La sabbia è bianca, ci sono le dune alte e il vento soffia tanto forte che son servite pesanti pietre per fermare i nostri colorati parei dal fuggire lontanissimi e perdersi nel cimitero dei parei (accanto a quello degli ombrelloni).

Dopo la nostra nuotata tra i pesci ellenici, facciamo una lunga passeggiata fino all’estremità opposta della Plaka. Abbiamo scoperto cose molto interessanti!

Castelli di sabbia, cuori giganteschi costruiti al sole di cocente di Naxos. Ma, soprattutto… una riserva naturista!… dove tra piselli al venzo e patonze al sole, ci si spoglia di ogni pudore e di ogni paura!

Riusciremo a portare i nostri amati a denudarsi?

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Et voilà: taverna sulla Plaka che non regge il confronto con il nostro amato Artemio ma tra un octopus e un calamro alla brace, una liganika e una sfoglia agli spinaci, trascorriamo la nostra serata tra le risate di qattro amici che si vogliono un innato bene… e una ragione c’è!

Parakalò!

P.S.: stasera abbiamo visto le nostre prime stelle cadenti, sdraiati in spiaggia in una notte fresca di Naxos… che numeri  saranno usciti al superenalotto?

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