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Roma Pride 2010
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Per chi non lo sapesse, ieri a Roma si è svolto il gay pride. Dopo attenta riflessione, io e l’ammoooe mio abbiamo deciso di partecipare, andando oltre alle polemiche politico-economiche e alle divisioni tutte interne al movimento gay. Infondo ognuno di noi va al pride per una ragione tutta sua, ma molti di noi ci vanno per sentirsi più forti, il giorno dopo, quando torneranno ad affrontare da soli la vita di tutti i giorni. Per sapere, insomma, che non si è da soli.
We have a dream, 18 settembre.
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Anche venerdì non abbiamo mancato l’appuntamento organizzato dal gruppo “We have a dream”. In questo caso la location è stata Piazza Montecitorio, davati alla Camera dei Deputati. Il format è lo stesso: microfono libero agli interventi di tutti (ma questa volta con un amplificatore vero!).
Ecco il nostro contributo video.
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We have a dream, 11 settembre.
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Venerdì siamo stati alla terza fiaccolata del movimento “We have a dream”. Questa volta niente corteo ma sit-in stanziale a Piazza Navona e microfono libero per tutt*. Siamo andati col timore di assistere a un flop, dopo il grande successo della ficcolata “in movimento” del 4 settembre. E invece ci sbagliavamo. Le due ore prevista sono passata velocissimamente e alcuni degli interventi sono stati davvero molto toccanti, come non è siceramente almento negli ultimi due pride “ufficiali” ai quali abbiamo partecipato. E così, mentre il sindaco Alemanno sfilava al Gay Village (ribadendo, tra l’altro, la sua contrarietà a qualsiasi riconoscimento giuridico alle coppie di fatto… mah…), circa 600 persone ancora una volta hanno dedicato una delle loro serate a mettere in piedi un ulteriore tassello di quel movimento LGBT che Roma, e l’Italia tutta, ancora non è riuscita a darsi.
Molti altri, tra ieri e oggi, hanno descritto prima e meglio di noi la serata di venerdì: vi segnalo soprattutto il post di Cristina Alicata (qui) e quello di Fireman (qui).
Qui sotto il nostro video. Molti altri, più “giornalistici”, potete trovarli qui e qui. In particolare, non perdetevi questo.
A venerdì prossimo (davanti a Montecitorio).
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We have a dream, 4 settembre.
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La sera del 4 settembre scorso si è tenuta la seconda fiaccolata sotto l’insegna dell’iniziativa “We have a dream”. Eravamo davvero in tantissimi e la voglia e la consapevolezza di fare qualcosa di diverso si respirava chiaramente nell’aria. Mi è piaciuto salire le scale del Campidoglio e vedere la piazza riempirsi, mi sono piaciuti i momenti di assoluto silenzio che siamo riusciti a produrre pur di sentire quello che veniva detto attraverso quel piccolo megafono. Mi è piaciuta anche l’ironia che si è saputa infilare qui e là perché noi gay, come ha detto qualcuno, sappiamo tenere alto il morale anche quando ci sarebbe da disperare.
La settimana prossiam si replica (e quella dopo, e quella dopo ancora) e l’obiettivo sarà la Corte Costituzionale. Noi ci saremo.
And you?
We have a dream.
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Venerdì 4 settembre parteciperemo alla fiaccolata che ripete l’esperienza di venerdì scorso, quando, grazie al passapparola reso possibile dai “social networks”, un piccolo corteo “spontaneo” ha passeggiato da Via Di San Giovanni al Campidoglio in segno di protesta verso la deriva omofobica a cui stiamo assisteno non solo a Roma ma anche nel resto del paese. I giornali li hanno chiamati “mini pride”.
Chi ci è stato venerdì riporta a noi, che non c’eravamo, emozioni positive. Quelle emozioni che prova un gruppo quando ha davanti a sé un obiettivo condiviso e una precisa volontà di raggiungerlo. Camminare assieme sapendo, anche senza dircelo, quello che vogliamo, ci fa sentire parte del tutto, ci fa sentire più ricchi, più energici. Più vivi.
Penso che questo appuntamento fisso, pubblico, “in borghese”, sia una bellissima idea, che doveva forse nascere anche un po’ prima, come parte di una strategia dei comunicazione che non preveda come unico evento il solito pride estivo e che neppure lasci l’onere della comunicazione in capo a due o tre esponenti da cui ben pochi si sentono rappresentati.
L’unica cosa che ci dà una viscerale amarezza è la solita divisione. Dire quasi una proverbiale divisione. Andando sulla pagina Facebook del gruppo organizzatore di “We have a dream”, la prima cosa che si legge è quello che il gruppo non è. Non è l’evento organizzato per quel giorno da altri. Non è la marcia messa in piedi da quel tizio, esponente di quel gruppo. Non è. Dopo la prima fiaccolata di venerdì scorso ne sono sorte altre, che non hanno saputo/voluto/potuto integrarsi.
Io non ho l’animo del politico, non lo potrei mai essere. Forse è questo il motivo che non mi fa capire l’essenza filosofica di queste divisioni. Immagino qualche ragione ci sarà. Mi chiedo se siano, o no, buone ragioni. Vedete, penso che le divisioni siano ammissibili quando ciò che si rivendita è davvero complesso, quando è necessario andare per il sottile, come si dice. Noi, però, ci proponiamo qualcosa di molto molto semplice, molto banale, che non ha sfaccettature: non voglio essere picchiato perché sono uomo e amo un altro uomo, non voglio essere picchiato perché sono donna e amo un’altra donna, non voglio essere picchiato perché transessuale (o transgender o bisex o…). E vogliamo anche avere a disposizione un istituto giuridico che difenda, tuteli, esalti ciò che i sentimenti hanno prodotto.
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Bologna Pride 2008 – Note a margine.
Tra i vari flickr e youtube, in mezzo all’enorme quantità di foto e video che sta circolando sul pride di Bologna, quello che guardo con maggiore interesse è la testimonianza di una mamma dell’Agedo. Così come già in occasione del pride di Roma, ancora una volta quelli dell’Agedo hanno dimostrato di essere gli unici, in mezzo a vuoti e sterili comizi, a saper parlare col cuore e con la forza del loro vissuto.
Sarà che non pensano alla politica. Sarà che non contano gli iscritti. Sarà che sono genitori. Ma riescono a farmi commuovere ogni volta.
Oggi però vorrei parlare dei genitori che non sono qui con noi, non perché non hanno potuto essere qui, ma perché non hanno voluto esserci. Non ci sono in quanto provano vergogna ad avere dei figli omosessuali e sono convinti che quello sia il più grande dolore che potesse loro capitare. Non pensano al dolore che nella loro vita dovranno affrontare questi nostri figli: discriminazioni, umiliazioni, violenze verbali e fisiche. Allora sì che dovranno vergognarsi: ma provare vergogna per non essere al loro fianco, per non affrontare con loro le battaglie per i loro diritti, per la conquista delle loro libertà e del loro rispetto. Se tutti insieme scendessimo in piazza a lottare con loro formeremmo una tale forza che le istituzioni e la chiesa non potrebbero ignorare. Questo volevo dire ai genitori e anche a quelli che non sono qui oggi. Cominciamo intanto a ammettere tranquillamente che i nostri figli sono omosessuali: solamente così toglieremo qualunque velo di ipocrisia e ridaremo loro forza e fiducia.
Vi chiedo scusa… Vi chiedo scusa se mi permetto una nota personale ma non credo che si ripeterà mai più per me un’occasione simile: oggi è il compleanno di mio figlio. Tanti auguri Mattia! Tuo padre e io siamo orgogliosi di te e saremo sempre al tuo fianco.
Grazie!
Bologna Pride 2008 (”vai piano eh!”)
“Vai piano eh!” è stata la frase più ricorrente nelle nove ore complessive di viaggio fatte per far parte del Bologna Pride. Dato che guidavo io, Per non ha potuto fare a meno di dirmi in continuazione che dovevo andare piano. Del resto lui è una madre vera mancata!
L’appuntamento coi Ragazzi (con la “r” maiuscola) era alle 13 presso l’albergo che ci avrebbe ospitato, un posto molto carino che si era ben adeguato alle nostre esigenze: “la colazione, domani, l’abbiamo protratta fino alle 11 perché sappiamo che stanotte farete tardi” - “Ah, grazie…”. Inoltre, al nostro arrivo ci si è presentata davanti una camera dotata di due letti singoli che si sono poi improvvisamente trasformati in un grande matrimoniale al nostro rientro dal Pride.
La t-shirt PerSpa è stata un successo: ci ha permesso di essere riconosciuti da molti nostri lettori, compresi quelli che di solito non commentano. Con questi ultimi, in particolare, vogliamo scusarci se siamo apparsi un po’ distaccati ma, come dire, alla celebrità non siamo abituati.
Nonostante le quattro gocce di pioggia incontrate a pochi chilometri da Bologna, la città si è impegnata a fondo per essere calda e afosa al punto giusto, così da infondere in tutti noi un certo livello di sonnolenza. E poi ci sono venuti incontro anche sette chilometri di lento incedere lungo un vialone che circonda la città dove, purtroppo, non abbiamo potuto apprezzare a pieno il sostegno della città fatto di vecchiette che salutano dai balconi e degli applausi dai marciapiedi.
Abbiamo avuto modo di conoscere personalmente e con grande piacere Ugualiamori e Sacherfire mentre Andrew ci è sfuggito ma contiamo di recuperarlo presto! Abbiamo potuto abbracciare anche Michela, che proprio da Bologna ci segue con regolarità, ha voluto una maglietta e secondo noi, tra non molto, fonderà il PerSpa Official Fan Club.
Per noi, la serata si è conclusa con una deliziosa cenetta fuori Bologna, in un ristorantino senza molte pretese ma dalla cucina che ci ha soddisfatto a pieno.
Ringraziamo di nuovo i Ragazzi per la loro preziosa compagnia: ormai abbiamo capito che c’è una buona sintonia tra di noi e questo ci fa un immenso piacere.
Eravamo in tanti e sentirsi parte di questo popolo in movimento fa sempre un piacevole effetto (e non fermarsi mai è davvero importante perché c’è ancora molta strada da fare!).
Una t-shirt anche per te?
Le t-shirt personalizzate sono arrivate e sono davvero molto belle. Mi fa un certo effetto vedere il nostro blog stampato su una maglietta. Manca solo la musichetta di sottofondo che usiamo per i video per completare il quadro.
Ho già provveduto a distribuirle alle colleghe che le hanno volute. Inutile dire che nel giro di pochi minuti si sono manifestate le stesse dinamiche del mercato di Calcutta, con un passamano di stoffe, “oddio che bella”, “ma che taglia è?”, “ma dove le vendono?”, “anch’io la voglio!”, “e la mia dov’è?”
Si ringraziano per la sentita partecipazione (da sinistra a destra): LongValley, Tatilla, Emanuela e Obbè. Quello seduto è uno sconosciuto. Si ringrazia anche Sergetto per la location.
Vince la numero 2!

Allora: il sondaggio è stato chiuso or ora dopo quattro giorni e il risultato è stato questo:
- la grafica numero 2 (preferita da Spa) vince, con 28 voti;
- al secondo posto si classifica la numero 1 (preferita da Per), con 19 preferenze;
- il terzo posto è assegnato alla numero 3, con 15 “punti”;
- infine, al quarto posto, con un solo voto, troviamo la numero 4.
Questo significa che i PerSpa si presenteranno al Pride 2008 di Bologna con una maglietta bianca personalizzata in maniera sobria, senza specifici riferimenti all’evento, con tante matitine colorate bene in evidenza.
Ora ci mettiamo subito all’opera per trasformare il teorico in realtà. Già abbiamo ricevuto le prime richieste da parte di chi ci sta vicino, che ovviamente non si accontenta della prima t-shirt che ci capiterà sotto mano ma la vuole delle grammatura giusta nonché “un po’ avvitata per noi femminucce”. Morale: anche stampare delle magliette può essere difficile! Qualcun altro si prenota?
Vi ringraziamo per la numerosa (e inaspettata) partecipazione al sondaggio. Come avete potuto leggere sopra, le preferenze di Per e di Spa erano divergenti, quindi ora consoliamo Per per aver perso la sua costruzione preferita. L’opzione numero uno, nonostante l’esito del voto, è stata la più interessante per la quantità di cose che ci avete visto rappresentate. Alcuni esempi: la casa col camino, il vesuvio. In realtà voleva essere una montagna col sole che sorge, un’alba di speranza.
‘ché la speranza…. Sì, vabbè!
