Credevate che la nostra stupidità si limitasse solo ai video? Vi sbagliavate. E se ve lo state chiedendo…sì, siamo proprio così.
Giusto per confermare che non siamo scemi, ma molto, molto peggio…

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Cosa c’è di meglio, un sabato mattina, di una bella e lunga passeggiata al mare? E anche se il sole viene e va…mai arrendersi! Alla fine torna sempre…

Stasera a casa PerSpa si festeggia. Niente di particolare, è solo una bella serata. Si festeggia con una torta al cioccolato fatta con le mie manine sante (la ricetta qui).
A voi un assaggio.

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Sono ormai due settimane che il sottoscritto è sottoposto a riposo forzato a causa di un piccolo intervento chirurgico. Devo ammetterlo, nei momenti di maggiore stress, in passato, ho desiderato ardentemente un pò di riposo…ma due settimane di clausura senza poter vedere nessuno, solo in casa a guardare la programmazione estiva delle tv nazionali (e ho detto tutto!)…mi hanno veramente distrutto. Adesso voglio tornare a lavoro!!!
Detto ciò,  sono lieto di comunicare che questa sera la famiglia PerSpa ritorna in società: la nostra casetta colorata (che ormai assomiglia sempre di più ad una giungla per via delle nostre piantine belle che crescono incontrollate) ospiterà per il weekend le amate Signorinelle, nostre fidanzatine ufficiali. La musica è pronta (questa sera radio PerSpa trasmette tango), il vino è in frigo, il cibo è già in tavola. Mancano solo gli ospiti, che arriveranno a momenti.
E il dolce? Chissà… :-)

PS Lo ammetto, non sono un tipo molto forte…un’influenza può stroncarmi il morale…figurarsi un intervento chirurgico!
Grazie, amoa mia, per essermi stato tanto vicino in questi giorni. Grazie soprattutto perchè, lo so, in certi momenti hai avuto più paura di me. Ma vedi? Siamo sempre qua. Balliamo? :-)

Quando ci siamo incontrati per la prima volta, gli ho pestato un piede mentre lo abbracciavo forte.

Da molti mesi ormai parlavo con una voce che nella mia mente quasi non aveva nessuna immagine associata. Nessun volto, nessun corpo. Solo una voce, l’appuntamento fisso della sera prima di andare a letto.

Solo pochi minuti per registrare e decifrare la sua immagine, il suo odore, i suoi vestiti, la temperatura della sua pelle.

Da molto riconoscevo il potere di quella voce: trasformare il mio umore ondivago e incerto in un piatto, calmo, sereno mare.

Eppure nessuno di noi due avrebbe mai immaginato che sarebbe bastata una sola settimana assieme, e neppure da soli, per trasformare le nostre vite facendole diventare quello che sono ancora ora: una nuova unica, più grande, “vita”.

Se ripenso a quei giorni, ricordo principalmente lo stupore grande accorgendomi di essere in balia di qualcosa più grande di me, mistico e poetico. Una rivoluzione potente e improvvisa, una di quelle che ha atteso tutta una vita per scatenarsi. E lo stupore per non aver mai capito nulla prima, per non aver mai nemmeno immaginato che sarebbe potuto essere qualcosa di più di una bella, sana, preziosa amicizia.

E ora siamo qui a guardarci negli occhi, che usiamo spesso per parlare più che per guardare, e a chiederci ancora com’è successo. E a chiederci com’è successo e a cercare di ricordare com’eravamo prima. Prima di Topetta, delle piante comprate assieme, del divano giallo condiviso, di Matilde la macchina, degli avvinghi coreografici la sera prima di dormire, delle serate estive passate fuori a pregare i merli di fare cip cip cip da qualche altra parte.

Difenderò coi denti questo amore e sempre meno lo nasconderò.

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La presenza tra le PerSpa mura domestiche degli Spa-genitori continua. Devo dire che, finora, non si sono registrati episodi negativi da segnalare: sembrano riuscire a stare, come si dice, al loro posto. Del resto, se non fosse così, visto che hanno deciso di stare fino a domenica, ci sarebbe di che preoccuparsi…

Senza dubbio ne trae un qualche vantaggio anche Per: pensate che ieri, approfittando della mia assenza causa cena di lavoro, i tre complici si sono fatti… le patate fritte!!! Cioè hanno mangiato il male in persona. Se ci fossi stato io, il gendarme alimentare, non lo avrei mai e poi mai permesso! :-)

Quando torno a casa Per mi racconta tutto quello che si sono detti tra di loro durante la mia assenza ma non sono del tutto sicuro che quello che mi riporta sia corretto considerando che i miei riescono a parlare italiano per un massimo di cinque minuti, switchando poi automaticamente al dialetto veneto. Il povero siciliano, allora, assume quella sua espressione tipica, quella della paresi spastica, e viene preso dal terrore che gli venga rivolta una domanda di qualsiasi tipo in quando sa è sempre in agguato il pericolo di rispondere con un sì o con un no anche a domande che richiederebbero una discussione molto più articolata. Insomma, vive l’ansia di chi deve affrontare una lingua straniera. Ma devo riconoscere che, col passare del tempo, il suo grado di conoscenza della mia lingua è decisamente migliorato.

Oltre a continuare a riempire la dispensa (in aggiunta a quanto descritto un paio di post fa, sappiate che vanno a fare la spesa tutti i giorni…) hanno anche deciso che abbiamo assoluto bisogno di una scopa elettrica nuova. Si fissano con le cose come i bambini e ripetono il concetto tutti i giorni a intervalli regolari.

Mia madre mi ha detto di aver rivelato anche all’ultima zia rimasta ignara come stanno le cose. Dunque, posso ora dire che tutto il mio parentado ora sa. Ho trovato la cosa curiosa e ho pensato che questi genitori riescono a stupirci sempre. E’ quasi divertente pensare che fino a poco tempo fa una delle cose che la turbava di più è che “altri” potessero sapere, mentre ora è lei a agire in senso completamente opposto. Mi piacerebbe proprio sapere che cosa passa per la loro testa ma sono certo che non potrà mai soddisfare questa curiosità.

Un giorno un amico gli aveva detto: “Non vado ami solo quando mi invitano. E’ naturale che se si invita un cinquantenne come me a un pranzo, a una manifestazione o a un convegno costui ci vada con la moglie. Ora, io ho un compagno da venticinque anni. E da venticinque anni lui mi accompagna ai ricevimenti e ai convegni. Così come io accompagno lui quando viene invitato. E’ il minimo che dobbiamo fare: non permettere che ci invitino da soli”.

Quello che si svolgeva alla Deutsche Eiche quella sera, come migliaia di altre sere, era il rito della comunità. Gli atteggiamenti, i gesti, le parole, l’abbigliamento, quegli stivali e quelle borchie, tutto era coerente con lo svolgimento di una liturgia dalla quale Leo si sentiva profondamente escluso ma che, allo stesso tempo, gli apparteneva. E se lui spiava quei comportamenti, se, in sostanza, stava bene in quel posto era perché era consapevole di assistere al modo in cui una minoranza risolveva il problema della propria diversità. E anche se lui si sentiva estraneo alla cerimonia, a quella che poteva apparire dall’esterno addirittura come una perversione malinconica, lui apprezzava semplicementi il fatto che esistesse. Non partecipava di quella messinscena. Ma ne riconosceva la motivazione. E riconoscendola la legittimava.

Da Camere Separate, di Pier Vittorio Tondelli, ed. Bompiani. Un libro che ho tra le mani in questi giorni e che trovo ogni giorno di più delicatissimo e perfetto. Mi stupisco di averlo scoperto solo ora.

I nordici sono arrivati. I “nordici” sarebbero i miei genitori. Arrivati ieri, se ne andranno in una data non ancora ben definita (!!!). Ho avuto la fortuna di evitare il momento preciso del loro sbarco in casa ma Per, che invece ha avuto l’onore di non mancare, può confermare che si è trattato di qualcosa simile all’arrivo di una coppia di profughi.

Dopo attenta analisi possiamo confermare che sia i genitori siculi sia i genitori veneti portano sempre e comunque cibo. La differenza sostanziale è che i siculi portano cose di rapido consumo mentre i polentoni portano cose che si conservano a lungo, come se dovessimo proteggerci ancora da lunghissimi inverni con un metro di neve fuori casa e nessuna possibilità di procurarsi delle provviste altrove.

Non vorrei fare la lista completa, ma sintetizzo dicendo che ora abbiamo un numero di scatole di pomodori pelati che ci accompagnerà fin che avremo vita su questa terra (in realtà dietro ai pomodori c’è la zia, che per ragioni a nessuno note ne è sempre ben fornita), pesche sciroppate fatte in casa, un mega vasetto di carciofi sott’olio, biscotti, cereali per la colazione, salsicce, ragù congelato, peperonata sottovuoto… Nonché quattro chili di asparagi (’ché mio cugino si è messo a coltivarli…) e una dote di detersivi adeguata a ogni tipo di tessuto esistente sulla terra.

Ovviamente qualsiasi proposito di dieta andrà a farsi benedire in questi giorni: uno contro tre è davvero impossibile da sostenere.